Contrariamente a quanto ritengono molti candidati, in moltissimi paesi non
esistono leggi specifiche per il franchising, ma esistono leggi applicate al
franchising così come ad altre forme di rete.
Si tratta di
:
- diritto della concorrenza,
-
diritto dei marchi,
- diritto del
lavoro,
- regolamentazione sui contratti di nolo, ecc…
(Ciò non vi impedisce di verificare che nel vostro paese esistano leggi che si applichino solo al franchising)
Per questo il codice di deontologia europeo, che è un codice di “buona condotta” elaborato dai Franchisor per disciplinare la pratica del Franchising, è spesso l’unico riferimento per i tribunali.
Da tale codice i professionisti valutano quanto è ritenuto normale ed equilibrato.
In assenza di legislazione sul franchising, il contratto è quindi il documento essenziale della relazione Franchisor-Franchisee
Bisogna evitare i contratti-tipo e preferire i contratti su misura per una rete precisa, i quali eviteranno quindi un rapporto approssimativo che si finirà col rimpiangere.
La famosa legge francese chiamata Doubin non regola il franchising ma le sue
relazioni precontrattuali.
Essa riguarda tutte le forme di rete se si
ritrovano tutte le condizioni di applicazione.
Essa mira ad aiutare il
candidato a decidere con cognizione di causa.
Infine il regolamento di esenzione europea concepito dalla Commissione
Europea
occupa un posto importante nella giurisprudenza e sta mostrando di
essere il testo prevalente
per il franchising europeo.
Permette di definire clausole autorizzate e vietate ed è una base indispensabile al momento di redigere un contratto di franchising.
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